"sono caduta, mi sono rialzata, ho sorriso, con le gengive piene di sangue."
Sul blog di Out le poesie di Bukowski (e il racconto di quando l’ho incontrato)
Ascolta il podcast: http://blogdiout.wordpress.com/2012/05/20/senza-parole-1-donna-luminal-legge-bukowski/
“Il locale era affollatissimo, tavoli e sedie sbattevano in continuazione, un rumore di fondo di legno, lui era seduto al bancone che mi aspettava, curvo sul suo bicchiere. “Finalmente” pensai “finalmente lo incontro”. Era piccolo, più piccolo di quanto credessi, respirava a fatica e più che gonfiarsi la pancia sembrava gli si gonfiasse la gobba, qualcosa che gli stava addosso sulle spalle come una maledizione. Era stato puntuale, ma si sa, chi non ha nulla da fare è sempre puntuale. Mi diede un appuntamento per mezzanotte. Mi misi a sedere sullo sgabello, ci aveva messo sopra un pacchetto di sigarette per me, diedi le spalle all’uomo che avevo accanto. Il primo impulso fu quello di accarezzargli la schiena, ma poi lasciai perdere, non ricordo il perché di quel desiderio. “Altri due, grazie” borbottò al barista e poi disse con le labbra serrate che lui ne ordinava sempre due alla volta, perché così si fa prima. Lo disse a se stesso: Sbrigati Hank, bevi, ti devi sbrigare ad addormentarti, tutto il suo corpo si fece enorme in un profondo respiro e poi tornò in sè, dentro il bar.
Entrò una vecchia, il cappotto pesante infeltrito, ciabatte e calzini neri ai piedi, cantava, lui si girò, la guardò per un istante, interessato, poi si votò di nuovo al bicchiere.
Maledizione, vuoi guardare anche me? voglio anche io un po’ della tua attenzione!
Come se non esistessi. Qualcuno urlò il suo nome: “Hank! Hank!” e lui andò a giocare a biliardo. Odorava di piscio. Si fermò solo un istante per guardare una madre con la figlia, erano oltre la porta a vetri che dava sulla strada, un solo impercettibile movimento degli occhi, poi quell’informazione memorizzata da qualche parte nel cervello.
Tornò dopo una mezz’ora. La prima cosa che mi disse quella sera Bukowski fu: “Non è che mi puoi prestare dei soldi? Ho perso tutto!”
Poi iniziammo a parlare.
(Source: marco-filippetti)
Heroes. Un nome, una serata, un locale. Una stagione di concerti a Le Mura, la casa della musica underground di Roma. E’ stata una figata.
Non ce l’aspettavamo. Torneremo – e questa è una promessa – la prossima stagione, con tantissime novità.Uscire di casa con il cuore in gola e sentire la vita vibrare su un palco. Tornare a casa con il trucco colato quando è già giorno. L’importante è che ti ricordi la tessera altrimenti Valeria ti fulmina con lo sguardo e non uscire con il bicchiere perché Simon ti farà notare che è un errore da principianti. E a proposito di bicchieri, l’hai provato il negroni? e il mohito? no? Dovresti. E se non sai cosa bere ti basterà dire ai ragazzi “fai tu” e nel giro di cinque minuti non riconoscerai neanche
i tuoi parenti prossimi. Se hai bevuto, però, non guidare: prendi esempio dal nostro meraviglioso dj NoFun: dormi in macchina!http://romacomenewyork.wordpress.com/
Come la festeggiamo questa ultima puntata della prima stagione? Con TUTTE (o quasi) le band di Heroes live sul palco de le Mura. E con tutti i nostri dj live in console!
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Heroes: Roma come New York.
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18 Maggio
Heroes #15
JUST FOR ONE DAY: tutte (o quasi) le band di Heroes!
@ Le Mura
via di Porta Labicana 24
RomaAtome Primitif
Cupe vampe
Fru!t
I quartieri
Kardia
Luminal
Operaja criminale
Pane
Spiral69Dopo il concerto si balla con Anita Dadà dj selectress e NoFun: se già separatamente vi hanno fatto ballare fino a perdere la testa, immaginate cosa possono combinare insieme?
”..piangono sempre questa grandezza passata.”
Se non ti esplode dentro a dispetto di tutto, non farlo
a meno che non ti venga dritto
dal cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere, non farlo.
se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.
se lo fai solo per soldi o per fama,
non farlo
se lo fai perchè vuoi delle donne nel letto,
non farlo.
Se devi startene lì a scrivere e riscrivere,
non farlo.
se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
se stai cercando di scrivere come qualcun altro, lascia perdere.
se devi aspettare che ti esca come un ruggito,
allora aspetta pazientemente.
se non ti esce mai come un ruggito, fai qualcos’altro
se prima devi leggerlo a tua moglie
o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
non sei pronto.
non essere come tanti scrittori,
non essere come tutte quelle migliaia di persone che si definiscono scrittori,
non essere monotono o noioso e pretenzioso,
non farti consumare dall’autocompiacimento
le biblioteche del mondo hanno sbadigliato
fino ad addormentarsi per tipi come te
non aggiungerti a loro
non farlo
a meno che non ti esca dall’anima come un razzo,
a meno che lo star fermo non ti porti alla follia o al suicidio
o all’omicidio, non farlo
a meno che il sole dentro di te stia bruciandoti le viscere,
non farlo.
quando sarà veramente il momento, e se sei predestinato,
si farà da sè e continuerà finchè tu morirai o morirà in te.
non c’è altro modo
e non c’è mai stato.